Il mio blog preferito

venerdì 17 marzo 2017

Harry Potter e l'Ordine della Fenice - J.K. Rowling


Il quinto romanzo, il mio preferito, è quello più lungo e complesso.
Di sicuro fu anche quello più atteso, perché tre interminabili anni lo separano dal Calice di Fuoco e il mirabile evento della sua uscita fu riportato a grandi titoli su tutti i giornali e fu in primo piano in tutti i notiziari (no, non sto esagerando. Assolutamente).
All'epoca ne feci una specie di recensione assai scuolacentrica, insomma dal punto di vista di Hogwarts, che postai sul newsgroup e più avanti anche nel blog.

L'Ordine della Fenice non è affatto un romanzo rassicurante, tanto meno consolatorio. E' la storia di un adolescente abbastanza confuso e molto preoccupato, circondato da adulti che desiderano in tutti i modi proteggerlo e per farlo si appigliano allo stupidissimo partito di tenerlo il più possibile all'oscuro di quel che succede intorno a lui. Per il suo bene, naturalmente.
E siccome il più convinto che Harry vada protetto con l'ignoranza è il grande, infallibile, astutissimo e accortissimo Silente, anche quelli che non condividono appieno questa linea di pensiero - Sirius Black, Lupin, il signor Weasley - non osano opporsi. Strano ma vero, tutti sembrano convinti che non dare risposte ad Harry sia un buon modo per placarne l'inquietudine. E, ancor più strano ma ancor più vero, nemmeno ai coniugi Weasley viene in mente che un gruppo di adolescenti ricolmi di domande senza risposta cercheranno di procurarsi queste risposte a qualsiasi costo, specialmente se nel gruppo ci sono i due gemelli Fred e George; e le risposte ottenute di straforo possono essere talvolta incomplete o ingannevoli, e talvolta rischieranno perfino di complicare ulteriormente la vita di Harry.
Il quale Harry, per forza di cose, passa un anno orribile in uno stato d'animo ancor più orribile che lo porta perfino a litigare con Hermione e Ron (che, poverelli, sono talmente preoccupati per lui che non hanno né tempo né energie da dedicare ad eventuali litigi tra loro. Si rifaranno nei libri successivi) e potrebbe essere agevolmente raffigurato come una pentola a pressione con la valvola che fischia in continuazione ma senza nessuno vicino che spenga il fuoco e faccia uscire il vapore: perseguitato da incubi e sogni ricorrenti, messo sotto accusa in un processo palesemente truccato, circondato da persone ben intenzionate che si rifiutano di spiegargli qualsiasi cosa, sistematicamente evitato da Silente che lo scansa peggio di un appestato, trattato a sua volta quasi come un appestato da buona parte dei suoi compagni in virtù del Ministero che attraverso un abile campagna stampa lo descrive come un ragazzo psicolabile con forti disturbi della personalità, preso di mira dalla prof. Umbridge - che oltre ad essere di un antipatia mortale ha uno spiccato gusto verso le punizioni sadiche - addirittura allontanato dal suo amatissimo Quidditch... e perfino costretto suo malgrado a condividere stati d'animo, sentimenti e financo scene di vita non molto quotidiana con Lord Voldemort attraverso uno spiacevolissimo legame telepatico.
Proprio con l'idea di spezzare questo increscioso legame Silente ha una pensata che complica ulteriormente la vita ad Harry e decide che, per imparare a chiudere la sua mente a Voldemort, il povero ragazzo dovrà prendere lezioni di Occlumanzia nientemeno che... dal prof. Piton, ovvero la persona meno disponibile nei suoi confronti dopo la Umbridge tra le mura di Hogwarts. 
Che succede in un corso di studi in cui l'insegnante non vuole insegnare e l'alunno non vuole imparare?
Niente, che domande. Non succede proprio niente.
Anzi no, qualcosa succede: per la prima volta Harry riesce a scrutare tra i ricordi del suo antipaticissimo insegnante. Non era un privilegio cui avesse mai minimamente aspirato e non vi trova alcuna dolcezza, anche perché uno di questi ricordi contiene informazioni che lo costringono a rivedere pesantemente l'immagine idilliaca che si era fatto dei Malandrini e soprattutto di suo padre e del suo padrino.
Tuttavia, a sorpresa, sarà proprio Piton, a cui Harry chiede infine aiuto non avendo assolutamente altra alternativa, che riesce a salvare la situazione e ad impedire che il libro si chiuda con un completo disastro.

Nel corso dell'anno, come ho già detto, Silente sbaglia praticamente tutto con Harry; dobbiamo però dargli atto che durante tutto questo tempo si trova costantemente in precario equilibrio sul filo di una spada: non solo deve gestire l'Ordine della Fenice, ovvero l'associazione segreta di resistenza contro Voldemort di cui è a capo, ma deve continuamente evitare le insidie del Ministro della Magia che gli è apertamente ostile in base alla balordissima convinzione che non ci sia alcun Voldemort di cui tenere conto e che Silente abbia ordito una grandiosa macchinazione per togliergli da sotto i piedi il suo amato Ministero.
Per tutto il libro assistiamo così ai tentativi del Ministro di screditare Silente e strappargli il dominio su Hogwarts: la Umbridge è arrivata lì  soprattutto per esautorarlo e prenderne il posto, perché di lei il Ministro si fida (dimostrando con ciò di essere un idiota di lungo corso). Silente non si arrende senza combattere, ma ad ogni capitolo è costretto a lasciare nelle mani della Umbridge una quota maggiore di potere, almeno in apparenza. Tuttavia sarà lui che vincerà la guerra e buona parte delle battaglie, pur dovendosi rassegnare a perdere all'apparenza qualche piccolo scontro, e Hogwarts dimostrerà con i fatti di riconoscere solo e soltanto lui come Preside: per il breve tempo della sua presidenza la Umbridge dovrà accontentarsi del suo ufficetto foderato di gattini alienati, da dove emanerà grandiosi proclami che gli alunni riusciranno sempre ad eludere, mentre l'ufficio di Silente resterà inviolabile per lei; e nemmeno il lettore sa dove va Silente in quei mesi, ma sa che nel frattempo i misteriosi strumenti di Silente saranno impeccabilmente riparati e ben opresto ricominceranno a sbuffare, ronzare e girare (né mai nessuno ci ha spiegato cosa sono e cosa fanno. Roba troppo magica per noi, immagino).
Nel frattempo, com'è giusto, gli studenti organizzano giusto sotto il naso della Umbridge un corso autogestito di Difesa contro le Arti Oscure, aiutano Harry a parlare via caminetto con questo e con quello, testano le più strane merendine per scansare le lezioni sgradite, leggono nemmeno troppo di nascosto pubblicazioni assolutamente proibite e ultravietate... insomma, imparano ad affinare nel migliore dei modi le loro capacità onde scansare i divieti, e ciò da solo basta a dimostrare che l'autrice conosce assolutamente tutto quel che c'è da conoscere sia della scuola che degli adolescenti.

La scena conclusiva del libro dura circa centocinquanta pagine e comprende un complesso itinerario che va dalla Foresta Proibita al Ministero della Magia a Londra fino alla Presidenza di Hogwarts, dove Silente fornirà ad Harry una doverosa serie di scuse e di spiegazioni, alcune anche piuttosto complesse. Scopriremo così il Gran Segreto da cui tutti hanno tentato di proteggerlo e molte altre cose ancora, e dopo la spiegazione Harry sarà ancora più inquieto che all'inizio del libro. Sarà soltanto l'intervento di Luna che gli indicherà la strada per accettare quel che è stato e quel che potrà essere in futuro.

Stanco e sazio come un pitone, il lettore si acquieta per digerire, poi rilegge. Passarono diverse settimane prima che nel gruppo ricominciasse la giostra impazzita delle domande su "cosa succederà adesso?!?". Ricordo che ci tenemmo occupati per un bel po' con i misteriosi misteri del Ministero, che nei piani più bassi contiene appunto un sacco di roba misteriosa che non ci è stata mai spiegata; da qualche anno mi interrogo sul Velo, naturalmente. Non per capire cos'è e come funziona - quello lo so perfettamente, anche se non saprei ridirlo a parole. No, quello che sto cercando invano di capire è cosa mi ricorda; sono sicura che è qualcosa che ha a che fare con la mitologia greca, e forse con i misteri dionisiaci o la tragedia greca (in fondo, si trova in una stanza a forma di anfiteatro) - ma cosa?

Veniamo alle new entry, che ancora per questo volume sono parecchie:
- Dolores Umbridge: nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Bassa, tozza, rosposa, antipatica come il mal di denti ma soprattutto di animo malvagio come pochi altri personaggi della saga. Crudele senza grandezza, prepotente senza autorità, e pure scadente come strega - oltre che imbottita di pregiudizi razziali di ogni genere e tipo e assai modesta di cervello. Pericolosissima, si capisce: tipi così sono sempre pericolosissimi, e solo a stento personaggi dotati di sommo discernimento e grandissime capacità riescono a contenere gli enormi danni che costoro riescono a fare.
- Luna Lovegood: adorabile studentessa di Corvonero capace di vedere al di là delle apparenze, impossibile da sorprendere e, sempre, molto gentile e molto sincera. Un personaggio sottoutilizzato, a mio personale avviso.
- Alastor Moody: sì, in un certo senso è di nuovo una new entry.
- Ninphadora Tonks, a cui la mia gatta deve il nome: una giovane e assai simpatica maga metamorfa, dai capelli decisamente punk. Nonostante inciampi spesso e volentieri è un ottima strega, tanto da essersi guadagnata la rarissima qualifica di Auror. Sua madre è Andromeda Black, sorella di Bellatrix e Narcissa.
- Kingsley Shaklebolt: un bravo Auror dalla voce profonda, che mostrerà singolari capacità politiche nel mondo babbano.
- Mundungus Fletcher: un mago di dubbissima onestà, destinato a combinare non pochi pasticci (e già quelli che combina in questo libro basterebbero).
- Rufus Scrimgeour: nominato solo di striscio, sarà il prossimo Ministro della Magia. 
- Aberforth Silente: il fratello maggiore di Silente e gestore della locanda Testa di Porco. Non è di quelle persone che chiacchierano troppo.
- Grop: difficile dire se è un grosso problema o un piccolo problema - dipende dai punti di vista. Tuttavia, alla faccia del pessimismo dei centauri, si rivelerà un tentativo portato a buon fine.
- Kreacher: l'elfo di famiglia dei Black. Non sopporta Sirius e Sirius non sopporta lui; ma avere simpatia per Kreacher è davvero difficile, perfino per Hermione (che comunque ne viene trattata malissimo). 
- i thestral, cavalli alati molto magri e molto grandi, che apprezzano assai la carne fresca... no, non sono affatto animali feroci, anzi sono docili e gentili nonché eccellenti mezzi di trasporto, e infatti tirano le carrozze degli alunni dal secondo anno in poi, al loro arrivo. Sono insomma quelli che tirano le "carrozze senza cavalli" - perché sono visibili solo a chi ha visto morire qualcuno. Adesso Harry può vederli.
- L'impareggiabile Ricciocorno Schiattoso, animale assai fantastico di cui solo Luna Lovegood conosce bene natura e abitudini. Per informazioni su di lui, conviene cercare sul Cavillo (vedi più avanti).
- La stanza delle necessità: una delle più geniali invenzioni della saga. Qui impariamo a conoscerla in due delle sue possibili versioni, ma abbiamo ancora moooolto da imparare su di lei.
- Da Madama Piediburro, sala da té in una stradina laterale di Hogsmeade: un posto perfetto per gli innamorati, anche se un po' zuccherino.
- La locanda della Testa di Porco: gestita da Aberforth, non è frequentata sempre da una clientela troppo affidabile, ma è un posto ricco di sorprendenti possibilità.
- Grimmauld Place 12: il quartier generale dell'Ordine della Fenice. E' la casa della nobile famiglia Black, un luogo tanto odioso quanto lugubre, infestato da tutto ciò che può infestare un posto, pieno di oggetti che trasudano magia nera e luogo deprimente quant'altri mai. Siccome Harry in questo libro deve patire dalla prima pagina all'ultima, non poteva finire che qui a passare una parte delle vacanze.
- Il Ministero della Magia: si trova a Londra, e ha diversi ingressi, tutti alquanto insoliti. L'interno è lussuosamente splendende: soffitto stellato, decorazioni in blu e oro, e nell'atrio una fontana ornata da un gruppo statuario in oro: la Fontana dei Magici Fratelli
dove un mago e una strega un po' melensi e assai sorridenti vengono guardati con adorante sottomissione da un elfo domestico, un goblin e un centauro. I getti d'acqua escono dalle bacchette dei maghi, dalla freccia del centauro, dalle orecchie dell'elfo e dal cappello del goblin; ma è una fontana che racconta una menzogna - come spiega Silente ad Harry alla fine del libro - perché il rapporto tra le quattro specie magiche è fondamentalmente sbagliato e squilibrato, e tra loro non c'è alcuna fratellanza. Di fatto i Centauri e i Goblin non hanno stima verso i maghi (anche se possono apprezzarne alcuni singoli esemplari) - e i goblin portano anche molto, molto rancore. Quanto agli elfi, cui non è consentito possedere bacchette magiche, sono stati sottomessi in modo vergognoso. 
L'immagine qua sopra è la quarta di copertina della prima edizione inglese per ragazzi (quella che ho io, insomma) e alla fine mi sono decisa a fotografare quella perché in rete non ho trovato altro; ma secondo me quella fontana ha un enorme importanza simbolica, e trovo che gli illustratori avrebbero potuto darsi un po' più da fare.
Giustamente nel duello finale del libro questa fontana andrà in pezzi e avremo in futuro abbondanti occasioni di sapere cosa esattamente pensano centauri e goblin della giusta superiorità umana rispetto a loro (per quel che riguarda i centauri comunque qualche sospetto ci era già venuto).
- La Profezia, biforcuta e ingannevole come solo le profezie sanno essere, ma nello stesso tempo così semplice e così squisitamente sincera...
- Lo specchio di Sirius Black: vecchio ricordo di gioventù con cui Sirius e il padre di Harry si tenevano compagnia anche quando (spesso) erano in punizione. A prima vista sembra l'oggetto più inutile e insulso di tutta la saga
- Il Medaglione che non si apre: fa una rapida e discretissima comparsa in mezzo a tutto il ciarpame che invade Grimmauld Place 12, ma si rivelerà importantissimo negli ultimi due volumi. Un disgraziato caso volle che le traduttrici, in un momento da stress per superlavoro, traducessero locket con lucchetto invece che con medaglione, complicando vieppiù ai lettori italiani il collegamento nei volumi successivi. 
- Il Cavillo, ovvero la stampa alternativa del mondo magico. Pubblicato dal padre di Luna, offre spazio a chiunque abbia qualcosa di diverso da dire e va riconosciuto che manca completamente di censure come di pregiudizi. 

Da questo romanzo è stato tratto un film, che ho anche visto ma di cui non ricordo niente, solo la grossa coppa di pop corn che comprai all'uscita e che divisi con una cara amica mentre ci lamentavamo del fatto che proprio non ci era piaciuto; unica eccezione: l'ufficio della Umbridge pieno di gattini infiocchettati e miagolanti. Persino il duello finale, che sulla carta aveva tutte le premesse per riuscire assai spettacolare, ci era sembrato davvero scialbo.

Con questo fluviale post dedicato ad un fluviale libro partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro un felice fine settimana passato al sole (magari con un buon libro in mano) a tutti quelli che possono goderselo.

12 commenti:

melchisedec mel ha detto...

Ninphadora é un nome gattissimo. Interessante, come sempre, la tua recensione.

Come stai? Spero vada meglio.

Bridigala ha detto...

Wow... Altro ottimo libro, in cui in effetti esplode lo spirito di ribellione adolescenziale di Harry. Concordo con te quando dici che in effetti gli adulti ci mettono del loro, tenendolo all'oscuro di troppe cose, e finendo per fargli sapere cose che invece non vorrebbe conoscere. La sua crisi prosegue parallela a quella di Sirius, costretto nel quartier generale di Grimmauld Place, il posto che più odia in vita sua, a contatto col@suo peggiore incubo, Kreacher. Entrambi confinati, l'uno a scuola, l'altro in casa, non possono nemmeno comunicare tra loro.E di nuovo tra i personaggi più sfaccettati fa la sua comparsa un non umano, Kreacher, appunto, fedele alla sua illustre famiglia di maghi oscuri, di cui Sirius e' figlio degenere, quanto invece Dobby era ribelle davanti al suo destino. Sarà interessante cogliere la metamorfosi di Kreacher nel corso dei prossimi libri, perché qui la sua figura cattivissima la fa. Sulla Umbridge, che dire... Personaggio repellente, anche se tipo umano ahimè noto, ne abbiamo conosciuta tutti almeno una, fedelissima al potere e talmente ottusa da essere pericolosa. Non necessariamente insegnante, com'è ovvio. E il finale, anche se da' ragione ad Harry non è per nulla consolatorio. Qui in effetti hai paura di sapere come continuerà la storia. E, Murasaki cara, anch'io ho la stessa edizione inglese del quinto, non sono stata capace di aspettare la versione italiana, dovevo sapere!

acquaforte ha detto...

" L'Ordine della Fenice " è un libro splendido e con quello che c'è nell'Ufficio Misteri si potrebbe scrivere un altro libro. Ma io voglio soffermarmi sui messaggi che l'autrice dà ai giovani lettori che sono cresciuti con Harry.
La Fontana della Fratellanza, ad esempio, con goblin, elfi e centauri che guardano adoranti i 2 maghi, è una mistificazione, una grande menzogna. È la storia scritta dai vincitori, dai più forti, che perciò dettano le regole. Hermione, con la sua sensibilità da babbana e Harry, per le dolorose esperienze in casa Dursley, lo hanno capito.
Nel colloquio finale di Silente e Harry, a dir poco drammatico e coinvolgente, si dipana la storia. E allora "Kreacher è come i maghi lo hanno fatto diventare" , "C'è qualcosa di peggio della morte" e "L'amore e la compassione sono cose che Voldemort non capisce e le sottovaluta". Silente finalmente racconta a Harry della profezia e delle sue implicazioni. Ma è solo una parte della profezia e nemmeno Piton, che è ben addentro alla faccenda, ne è a conoscenza. (Maledizione, com'è difficile non fare spoiler!)
La storia che racconta la Rowling è una storia in cui anche i più deboli hanno un ruolo nella vittoria del bene sul male. Indimenticabile è l "Arrivano i nostri" nella battaglia finale, Kreacher alla testa degli elfi armati di trinciapolli e mannaie, al grido di "Combattete per il mio padrone, difensore degli elfi domestici!" 😂. Ogni volta che lo leggo mi commuovo e sorrido con le lacrime agli occhi....
Tutto questo alla faccia di chi ha pensato e scritto che H.P. è diseducativo.

Bridigala ha detto...

In effetti, Acquaforte, a quello mi riferivo pensando al cambiamento maturato da Kreacher, anche se la sua metamorfosi non si spinge fino a dare la sua fedeltà a qualcuno di diverso da prima. (E' volutamente criptico, anzi volutissimamente, in fondo lo spoiler e' lì che ci aspetta e rosica :-D).

dolcezzedimamma ha detto...

Non so come tu sia riuscita a dire tutto a chi ha letto il libro senza svelare nulla a chi non lo ha letto...chapeau!

L'ordine della fenice è molto caro anche a me, anche perché è ricchissimo di immagini e significati nascosti che mi hanno colpito allora e che continuano a farlo ad ogni lettura.Intanto i Thestral (solo chi ha visto la morte è capace di riconoscerla) e poi l'Ufficio Misteri, che è veramente una miniera: la stanza del tempo e quella dei cervelli...Ricordo di aver tremato quando Ron è "catturato" dal cervello che lo trattiene coi suoi filamenti (così come i nostri pensieri ci possono imprigionare e bloccare). Sulla valenza della scuola hai giù detto tutto tu, la Umbridge è l'emblema tipico del servilismo cieco e occhiuto (per ora mi piacciono gli ossimori), Caramel del potere che ha paura di perdere la poltrona e non guarda al bene comune, ma solo al vantaggio individuale, Silente del fatto che, a volte, anche il "genitore" più accorto può sbagliare, anche se a fin di bene.
Per quel che riguarda l'arco, lo trovo una bellissima immagine del labile confine tra la vita e la morte ma, al solito, questa può essere penetrato solo da chi l'ha già vista (solo Harry sente le voci dell'altra parte, solo lui e Luna vedono i Thestral che saranno pure spaventosi, ma si rivelano buoni e gentili...come la morte, forse).
Aspettiamo con ansia gli altri due libri, Murasaki! Ah, una domanda: la gatta si chiama Nymphadora o Tonks?

acquaforte ha detto...

@ Bridigala
Certamente Kreacher mantiene la fedeltà alla casata dei Black, nella persona però di Regulus, di cui porta sempre il medaglione. Ma Regulus merita la sua fedeltà per la scelta estrema fatta, scelta che ha comportato la salvezza di Kreacher. Di un elfo domestico, ultimo nella considerazione della maggioranza di maghi purosangue. E qui incombe lo spoiler, quindi stop, sennò Murasaki ci tirerà le orecchie.

Bridigala ha detto...

È' vero, infatti, sapevo che è fedelissimo a Regulus e alla sua memoria, e che in suo nome farà le scelte successive. Avevo rimosso invece il gesto che Regulus aveva fatto per amore di Kreacher, e che in effetti è alla base di tutto. Grazie del memento!

Murasaki ha detto...

@Mel:
"un nome gattissimo" rende perfettamente l'idea :)
Va meglio, sì... ma non abbastanza meglio quanto vorrei!

@Dolcezze:
la gatta si chiama Nymphadora, ma anche Ninfadora all'italiana ^_^
E' vero, i Thestral sono buoni e gentili come la morte, li hai descritti alla perfezione.
Sulle Misteriose Sale della Sezione dei Misteri del Ministero si potrebbe scrivere un libro, specie dove abbiamo solo un pezzetto di accenno. Vogliamo parlare delle sette porte che ruotano e anche se le segni il segno scompare? O della campana di vetro con l'uovo pulcino dove finisce (non per sempre, purtroppo) quel grandissimo impiastro a nome Dolohov?

@Bridigala e Acquaforte:
Non preoccupatevi troppo degli spoiler, credo che basti non farne troppi io nella recensione. Poi, se uno va a leggersi i commenti sull'analisi di un libro che non ha letto, prenderà quel che ci trova e amen (disse prima di aprire un bellissimo spoiler perché così le girava):
Invece non sono molto d'accordo su Kreacher: lui ha scelto il padrone più di una volta, doveva obbedienza a Sirius e va da Cissy sotto protezione di un cavillo che non sta su nemmeno se ci metti un impalcatura, poi passa legalmente in proprietà di Harry e fa più o meno quel che gli pare. Cambia però completamente atteggiamento dopo aver raccontato la storia sua e di Regolus - una storia che non aveva mai detto a nessuno, probabilmente perché a nessuno era minimamente venuto il pensiero che potesse avere una storia da raccontare e chiedergliela: perché altrimenti sia Sirius che Silente l'avrebbero ascoltata con enorme interesse e avrebbero offerto comprensione e solidarietà, come fanno i tre ragazzi. Sta di fatto che dopo quel racconto e le parole di comprensione Kreacher cambia molto il suo atteggiamento, sarà il magico potere curativo della parola e aver finalmente raccontato quella storia orrenda, sarà il fatto di essersi sentito trattato come un essere senziente (cosa che comunque Hermione aveva sempre fatto) o avere sentito delle parole buone dedicate al suo amato Regulus.
Comunque da quel momento comincia a fare davvero l'elfo domestico, cosa che aveva smesso da parecchio tempo: pulisce casa, cucina e si lava. E tutto questo lo fa perché ha riconosciuto quello che per legge è il suo legittimo padrone.
Secondo me quando grida, durante la carica "Combattete per il mio padrone, difensore degli elfi domestici!" si riferisce ad Harry, anche se poi cita anche Regulus chiamandolo "prode"; anche perché Regulus aiutò il suo amato elfo di casa, ma Harry ha difeso ad esempio anche i diritti degli elfi in generale, a parole ma anche con i fatti, e non lo ha mai maltrattato.
E tutti gli elfi come un sol elfo scordano e ignorano implacabilmente che quella che ha *realmente* difeso la loro causa è Hermione, ma sono le tipiche ingiustizie della storia)

acquaforte ha detto...

Certo, è indubbio che le parole di Kreacher si riferiscono a Harry, riconosciuto da lui come l'erede dei Black. Ed è una sua scelta di combattere l' Oscuro Signore, non era tenuto a farlo. Il breve periodo certamente felice passato con i tre ragazzi a Grimnmauld Place ha determinato la svolta, rendendo ancora più vere le parole di Silente.
"Combattete il Signore Oscuro nel nome del prode Regulus" è anche un prendere le distanze dal suo passato, salvando l'unico che, a modo suo, (e in un modo davvero speciale) si era ribellato a Voldemort (Sirius per lui non contava). Ma non si era preso la briga di spiegarglielo.....

Bridigala ha detto...

@Murasaki: hai perfettamente ragione! Vedi a commentare senza rileggere con cura la saga? Che Kreacher sia uno dei personaggi che crescono nel corso della vicenda lo ricordavo, non ricordavo quanto...

Murasaki ha detto...

@Acquaforte:
Sirius non contava, credo, anche perché non si è veramente "ribellato" a Voldemort: sin dall'inizio è stato suo nemico, era un Traditore del Sangue. Regulus invece era dalla parte di Voldemort fin quando non si è effettivamente ribellato perché disgustato da quel che Voldemort aveva fatto al suo elfo.
Ma, certo, è anche difficile seguire i ragionamenti di Kreacher, e Casa Black doveva essere una gabbia di matti - come non capire il povero Sirius che finì col farsi adottare dai genitori di James?
Comunque una cosa è chiara: quel che faceva / diceva / pensava Sirius non andava bene per definizione secondo Kreacher, qualsiasi cosa fosse, mentre Regulus era buono (e dopotutto è pieno il mondo di famiglie dove si ragiona in questo modo...)

@Bridigala:
Kreacher segue invero un percorso non dei più lineari... prima di questa rilettura anch'io mi ero dimenticata parecchie cose su di lui. È molto più facile ricordarsi di Dobby, non solo perché è più coerente, ma perché ha una mentalità molto più sana ed è stato libero. Kreacher è DAVVERO quel che i maghi hanno lasciato che diventasse, e cioè qualcosa di decisamente morboso.

acquaforte ha detto...

Molto interessanti sono i 3 elfi che la Rowling descrive, che emergono dalla massa degli elfi al servizio dei maghi.
Dobby, ad esempio, è un elfo "libero" già prima di essere liberato da Harry. Quando cerca di impedire ad H. di tornare a Hogwarts ha già fatto scelte che si oppongono alla casata dei Malfoy; non può avvisarlo del pericolo, della cospirazione, ma per ammirazione forse, per scelta etica certamente cerca di proteggerlo. Come farà nelle altre occasioni, nella stanza delle Necessità o nella cantina dei Malfoy, combattendo contro la sua stessa paura con una fedeltà che niente lo costringe a dare a H.
Winky vivrà la sua fedeltà alla casata di Barty Crouch fino alla sua quasi totale distruzione psichica.
Kreacher è fedele alla casata dei Black, inebriato dai discorsi di purezza della razza, orgoglioso di farne parte sentendosi così superiore alla sanguemarcio, scegliendo a chi essere fedele: alla vecchia megera, alle così gentili cugine,non al degenere traditore Sirius. Neanche il crudele destino di Regulus gli farà mettere in discussione questa fedeltà. Solo l'umanità di H. (con la piccola "spinta" del medaglione) lo cambierà. E nell'ultima battaglia sceglierà con chi stare.
La Rowling esprime molto bene quel che pensa della legge imposta dai maghi per sottomettere gli elfi domestici, una legge antica che persino maghi onorevoli quali i Weasly non mettono in discussione. Hermione e Harry, vissuti tra i babbani, la riconoscono per quello che è, disgustoso schiavismo.