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venerdì 29 settembre 2017

La vera storia di Anna dai capelli rossi ovvero Anna dei verdi abbaini - Lucy Anna Maud Montgomery

Prima di tutto un raffinato chiarimento filologico: Anna dai capelli rossi è in realtà il titolo dell'anime in 50 episodi che nel 1979 la Nippon Animation produsse in Giappone e che in Italia venne trasmesso nello stesso anno su Rai1, e  (quasi) tutte le traduzioni italiane hanno ripreso questo titolo quando hanno proposto ai lettori il romanzo da cui l'anime è tratto, sempre e rigorosamente in collane per ragazzi e solo dopo che l'anime in questione gli aveva ricordato che per l'appunto tale libre esisteva.
Fino a quel momento, per quanto ne so, il libro in Italia non era mai stato tradotto. L'editore Mursia decise però di fare un lavoro completo e tradusse e pubblicò tutti i libri del ciclo (otto, mi pare di aver capito) e intitolò il primo La vera storia di Anna dai capelli rossi, ovvero Anna dei verdi abbaini. Il titolo originale era appunto Anne of Green Gables ed era stato pubblicato in Canada nel 1908 con un notevole successo avviando così la serie. 
La mia intenzione era di recensire tutta la serie, ma considerando le complicanze che ha incontrato l'intrepida bibliotecaria di St. Mary Mead solo procurarmi i primi quattro, sparpagliati in tre diversi circuiti regionali, dubito che ci riuscirò.

Dicevo dell'anime. Per quanto ne so è ottimo, ma non ne ho mai visto una sola puntata. Conosco però benissimo la sigla - come credo qualsiasi essere vivente in Italia che abbia più di venti anni:
Autore Vince Tempera, come spesso in quegli anni. E la canzone ebbe grande successo anche perché... riprendeva pari pari fin dall'introduzione un pezzo molto famoso dei Boney M.
Il testo che cantano i Boney M naturalmente è un po' diverso, perché è preso dal salmo 136 (copyright by Salomone) ed è alla base della celebre Alle fronde dei salici di Quasimodo.
Il testo della sigla era abbastanza pertinente alla storia, e inizia con
Anna dai capelli va
vola e va come una rondine
però un nido non ce l'ha
non ha una mamma né un papà.
E fin qui tutto esatto. Proseguendo però mi è d'obbligo far notare che però Anna  non ha nemmeno un gatto che fa le fusa per lei: i gatti arriveranno col tempo, nel terzo volume; ma l'anime è tratto dal primo, e se c'è un gatto si tratta solo di una piacevole anticipazione.

Si tratta dunque dell'ennesima orfanella letteraria; e se nel corso dei romanzi di Lucy Montgomery la vita di Anne, pur presentando gli alti e bassi e i dispiaceri che possono capitare a qualsiasi comune mortale non risulta particolarmente tragica, il suo passato può tenere testa a molti celebri orfanelli letterari del periodo. Naturalmente c'è un romanzo anche per quello, e più esattamente un prequel di cui Lucy Montgomery è del tutto innocente: Before Green Gables scritto nel 2008 da tale Budge Wilson e tradotto in Italia dalla Kappa Edizioni nel 2010 col titolo Sorridi, piccola Anna dai capelli rossi. Perché questa è una caratteristica di tutto il ciclo: non c'è un romanzo che sia uno uscito in Italia con un titolo fedele all'originale. In compenso le voci di Wikipedia in proposito sono molto ben curate, con dettagliati riassunti e ogni scheda rimanda al libro precedente e al successivo del ciclo (e senza l'ignoto/a curatore/trice che ha compilato quelle schede, mai e poi mai sarei riuscita a orientarmi).

Green Gables è il nome della fattoria di un piccolo paese del Canada dove i due proprietari, Matthew e Marilla, ormai alle soglie della mezza età, un bel giorno decidono che serve un ragazzo che aiuti Matthew nel lavoro. Contattano così un orfanotrofio. A quei tempi gli orfani venivano collocati con assai maggior facilità di quanto oggi si faccia con i cuccioli in un qualsiasi rifugio per animali abbandonati (la prof Spini e tutta la sua famiglia per esempio hanno sostenuto un serrato colloquio di due ore per ottenere il cane che attualmente orna di sua bella presenza la loro magione); quindi nessuno bada minimamente al fatto che la coppia che abita a Green Gables non sia doverosamente sposata, e anche i lettori lo scoprono solo dopo diversi capitoli. Uomo e donna sì, conviventi sì, ma fratello e sorella, e mai stati sposati con alcuno prima di quella adozione, dettata non solo dallo spirito filantropico. Ma in effetti non c'è motivo di negare un figlio in adozione a due single, e tutto sommato la legge italiana in materia andrebbe un po' rivista. Sta di fatto che qui in Italia ai tempi attuali Anne avrebbe continuato a languire in orfanatrofio e i due avrebbero chiesto invano.
Per la verità la povera Ann avrebbe continuato a languire anche nel romanzo, se un provvido equivoco non avesse fatto sì che all'orfanatrofio rimanessero ignari che i due fratelli Matthew e Marilla Cuthbert cercavano un ragazzo. Ann viene a scoprire la triste verità quando Matthew la va a prendere alla stazione, dove la ragazzina aspetta sola soletta di essere presa in custodia. Il risultato è che la poverina passa la sua prima notte a Green Gables piangendo nel più desolato sconforto. Voleva tanto una vera famiglia, e Green Gables le era piaciuta tanto!

Matthew in realtà la trova molto simpatica e vorrebbe tenerla. Marilla, più prudente, esamina la questione con cura e si fa raccontare da Anne la sua vita. Scopre così che la piccola, rimasta orfana a tre mesi, è stata raccolta prima da una donna con sei figli e marito alcolizzato (e molto, molto presto è stata messa a badare ai sei bambini) per poi finire in carico a una famiglia che di figli ne aveva addirittura otto: in effetti all'epoca prendersi l'orfanella in casa era un modo molto pratico per avere una baby sitter tuttofare con pochissima spesa e nessun obbligo di istruzione e il lettore ha ampia materia di meditazione sul modo con cui un tempo si rimediava ad eventuali carenze dello stato assistenziale. Sta di fatto che all'età di undici anni Anne ha già collezionato tre famiglie disperse in tragiche circostanze e una breve permanenza all'orfanotrofio, e vedendo l'adorabile fattoria di Green Gables si era sentita allargare il cuore.
I due fratelli decidono comunque di tenerla, pur con una certa perplessità: la bambina è simpatica e allegra - anche troppo allegra, teme Marilla - ma i due non hanno la minima idea di cosa si deve fare con una bambina, anche se Marilla viene ritenuta d'ufficio comunque un po' più esperta di Matthew in quanto donna e quindi più naturalmente portata alle cure materne; e non manca naturalmente la solita vicina onnisciente e onnipresente che prevede incomodi di ogni tipo in seguito a quella improvvida adozione.
Ciò nonostante Anne si insedia a Green Gables, di cui si è innamorata già al solo viaggio di andata sul carretto guidato da Matthew, e comincia a dare nome agli alberi, ai fiori e a tutto quello che la circonda. Il suo carattere è troppo espansivo e giocoso (agli occhi dell'austera Marilla) e la sua irruenza la porta a combinare qualche guaio anche con le nuove amicizie che ben presto comincia ad allacciare, ma si tratta nel complesso di piccole e rapide tempeste da bicchier d'acqua, tipiche di un piccolo paese dove tutti sanno tutto di tutti; e persino la vicina onnisciente e onnipresente finisce per elargire una moderata approvazione ad Anne.
Gli anni scorrono garbatamente, e alla soglia dei sedici anni, al termine del romanzo, Ann affronta le sue prime scelte lavorative ed esistenziali. Si affaccia perfino un ragazzo, tale Gilbert, con cui inizialmente i rapporti sono stati piuttosto conflittuali ma che nell'ultimo capitolo si intuisce essere il probabilissimo futuro fidanzato della ragazza.
La storia di una orfanella, dunque, con tutte le caratteristiche del genere ma svolta in modo divertente e originale, con la piacevole variante che in corso d'opera nessuno muore di stenti o di fame, e nemmeno rischia lontanamente di avvicinarsi a sì drammatica fine (tuttavia, anche quando non si muore di stenti, la vita riesce comunque a tirarti le sue belle coltellate); e un romanzo di formazione al femminile, anche, molto ben sviluppato.
Una lettura perfetta per l'inizio dell'autunno, adattissima alla classica accoppiata piumone imbottito & tisana calda (o cioccolata con biscotti), perfetta quando le serate cominciano ad allungarsi.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro un felice autunno a chiunque passi per di qua.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

A me è piaciuto tantissimo. L'ho trovato per caso a casa di un'amica che ero all'università e da bambina avevo visto il cartone animato. Mi è entrato nel cuore per il modo delicato, acuto e anche ironico di raccontare. Ho letto tutti i libri della serie di Anna e fino al quarto li ho trovati veramente belli. Mi sono piaciuti anche tantissimo, della stessa autrice, "Emily della luna nuova" e il suo seguito "Emily cresce".
Ecco, se trovassi un altro libro così, da leggere sotto al piumone, sarei molto felice!
Mi piace sempre molto leggere quello che scrivi e leggere questo post su un libro che amo mi ha fatto molto piacere!
Paola

Pellegrina ha detto...

Si' Murasaki scova sempre dei bei libri da leggere. Anche questo non lo conosco ancora.

Hermione ha detto...

Grazie per questa spiegazione, da bambina ho adorato il cartone animato (di cui dovrei avere ancora il 45 giri della sigla) e ricordo ancora un episodio, che poi era il punto più "drammatico" della serie: quando Anna, arrabbiata con un compagno, gli rompe in testa una lavagnetta (o almeno così ricordo).
Ma i libri sono solo per bambini o vanno bene anche per chi bambino non lo è più?

la povna ha detto...

Qui mi inviti a nozze, visto che Anne Shirley è (come si vede dallo stesso gravatar di wp) uno dei miei eteronomi più amati (così mi chiamava, inter alios, l'Amico Scrittore).
Che dire? La Montgomery è stata per lungo tempo sottovalutata in Italia pur avendo una vis narrativa assolutamente paragonabile a quella della Alcott (le somiglianze maggiori si apprezzano nell'altra serie molto famosa, specie in Canada, quella che evocava Dolcezze di Emily of New Moon (tre volumi, di cui solo due tradotti dalla solita, benemerita, Corticelli della Mursia). I volumi della serie di Anna invece sono 6 + 2, e precisamente
Anne of Green Gables
Anne of Avonlea
Anne of the Island
Anne of Windy Willows (Poplars in Canada e USA)
Anne's House of Dreams
Anne of Ingleside

A questi si aggiungono due romanzi di passaggio di consegne sul modello di Little Men e Jo's Boys della Alcott, e cioè
Rainbow Valley (che racconta le avventure dei piccoli Blythes a Ingleside)
Rilla of Ingleside (che segue in specie le vicende di Rilla e copre il periodo della Prima guerra mondiale)

Come si vede, il principio dei titoli è abbastanza chiaro: c'è sempre una casa/luogo di appartenenza (elemento cruciale essendo Anne una orfana), un luogo sicuro dal quale, almeno nei primi tre, la protagonista può allungarsi a esplorare un altro pezzo di mondo. Così nel primo esplora Avonlea partendo da Green Gables, nel secondo è un membro della comunità di Avonlea e può rimettere le piume per volare all'università e nel terzo esplora il mondo di Redmond, fuori dalla Prince Edward Island, pur rivendicando la sua provenienza da lì.
Anne of Windy Willows/Poplars non è uno spin-off ma ci va vicino (infatti viene scritto e pubblicato dopo Anne's House of Dreams, pur presentando vicende antecedenti in ordini di fabula): probabilmente fu scritto (un po' come Mary Poppins nel parco) per placare le richieste del Fandom che ne voleva sapere di più dopo House of Dreams. Infatti sia Anne of Windy Willows sia Anne of Ingleside arrivano già dopo la I guerra mentre House of Dreams è ancora del '15).

Reggono tutti abbastanza bene, persino Rainbow Valley che è oggettivamente in certe parti un po' una copia di Ingleside e un po' una copia delle prime avventure di Anne, perché la Montgomery ha un talento per la scrittura pronunciato.
Mentre i primi sei sono (ben) tradotti da Corticelli, Rainbow e Ingleside sono stati tradotti molto recentemente da una casa editrice di nome Il gatto e la luna, che non è granché, per usare un eufemismo.
Ma tutti, compreso il terzo volume della storia di Emily, si trovano online sul sito del progetto Gutenberg.

minty ha detto...

Oh, il libro di "Anna dai capelli rossi"! Tanto, tanto bello! L'avevo letto da adolescente prendendolo in prestito da un'amica di mia madre, e poi da adulta me lo sono comprato. Sicuramente la Montgomery sa scrivere, il libro è un piacere per il lettore!
Però ti devo contraddire, Murasaki: se non faccio confusione fra romanzo e cartone animato, nella storia un personaggio che tira le cuoia c'è, e un altro (secondarissimo) rischia la pelle ;)
Se ti capita, comunque, l'anime vedilo, ché è farina del sacco di Isao Takahata (il socio di Miyazaki), ed è davvero molto ben realizzato!

@la povna
I romanzi della Montgomery che si trovano sul Progetto Gutenberg immagino siano tutti in inglese, giusto? Ché le nostre traduzioni, come sottolineato da Murasaki, sono tutte relativamente recenti. Che tipo di inglese è, affrontabile?
Non mi dispiacerebbe recuperare anche il resto della saga, nonché gli altri cicli di questa scrittrice...

la povna ha detto...

@minty: sì, sono in inglese, ma è un inglese estremamente limpido e semplice, come quasi tutta la youth literature nord-americana. In ogni caso sono gratis, dunque, come si suol dire, it worths a try! Comunque le (pessime) traduzioni del Gatto e la luna, in ebook, costano tipo due ero l'una, se uno le volesse usare come aiuto per la lettura in inglese.

(Sulle morti, non credo che Murasaki dicessi che non muore "nessuno" ma che non muore "nessuno di fame e di stenti", cioè secondo il classico pattern del romanzo dell'orfanella (anche se non riuscirà ad affrancarsi dal tema di Beth March, facendo anche lei morire qualcuno in giovane età di ottima tisi).

Murasaki ha detto...

@Paola:
Bentrovata ^_^
Emily mi manca completamente, e manca anche ai circuiti delle biblioteche che frequento. Intanto me lo appunto, e vediamo se qualche bibliotecario è disposto a prendersi a cuore la cosa...

@Pellegrina:
Potrebbe piacerti, sì, esso potrebbe :)

@Hermione:
Sì, l'episodio della lavagnetta nel libro c'è. Il lavagnato comunque non serba molto rancore e dopo qualche romanzo sposerà Ann.
I libri vanno bene per qualsiasi età, come ti può confermare anche la 'povna, che è di finissimi gusti letterari. Tra l'altro mi pare che non siano nemmeno nati come libri specificamente per ragazzi.

@la 'povna:
Infatti, contavo appunto di invitarti a nozze, visto che di Ann hai parlato diverse volte negli anni passati (una volta anche per il Venerdì del libro, mi sembra di ricordare), e in effetti sei stata proprio tu a farmi scoprire che c'era una intera serie a disposizione. Però a comprarla tutta mi partirebbe un intero scaffale, e insomma vorrei una edizione più compatta!
Grazie per la lista e le precisazioni, cercherò di procurarmi almeno anche il quinto e il sesto. In italiano, intendo.

@Minty:
solo nel primo libro muoiono un personaggio principale e uno collaterale (ma non poi così minore), più uno che rischia la cecità e poi ci sono anche malattie e fratture (una anche di Ann). Ma, come osservava la 'povna, nessuno muore di fame e di stenti, e soprattutto nessuno muore in quel modo sadico e assai ben organizzato che caratterizza gli orphan novel dell'epoca (non so se "orphan novel" è una categoria narrativa ufficiale, ma di fatto esiste): la trana è organizzata in modo molto naturale e, di fatto, la gente muore, si rompe le ossa eccetera, e spesso lo fa senza particolari preavvisi o senza speciali ragioni narrative, lo fa e basta, mentre negli orphan novel gli sventurati protagonisti si ritrovano in circostanze che, prese singolarmente, sono più che possibili, ma che gli autori organizzano per loro con un sadismo tutto particolare e senza badare minimamente al risparmio.
E se mi capiterà l'anime naturalmente lo guarderò ^__^

la povna ha detto...

Hai ragione, sai: me ne ero dimenticata, ma lo avevo recensito il giorno del mio trasloco (e questo spiega perché me ne fossi dimenticata, perché più che una recensione era una segnalazione). L'edizione compatta, ironia della sorte, l'ha fatta proprio Il Gatto e la luna (in ebook, non so se in cartaceo), ma davvero secondo me là dove vi sia altro proprio non vale la pena.
Sugli ultimi due meditaci, Rainbow Valley è molto di maniera, ma ho idea che Rilla of Ingleside ti piacerebbe parecchio, per una serie di ragioni (se vuoi te lo posso mandare in ebook).
Infine, una nota di curiosità: perché la chiami "Ann", e non "Anne", cioè con il nome tanto odiato?

Murasaki ha detto...

Quel che si fa il giorno del trasloco può restare per anni nelle pieghe della memoria: la sera prima del mio penultimo trasloco vidi a teatro una splendida Butterfly, certamente la migliore che ho visto dal vivo o in filmato, ma forse la migliore anche tra quelle incise, e ci consumai anche un paio di fazzoletti - e mi è tornata alla mente solo qualche mese fa.
Per quanto riguarda Ann, avevo dimenticato - colpa dei recensori che la chiamano sempre così, temo. Ma in inglese l'autrice come la chiama?
Comunque se vuoi correggo ^_^

la povna ha detto...

Verissimo, sul trasloco. In inglese si chiama Anne, come da titoli: "But if you call me Anne please call me Anne spelled with an E.”
“What difference does it make how it’s spelled?” asked Marilla with another rusty smile as she picked up the teapot.
“Oh, it makes such a difference. It looks so much nicer. When you hear a name pronounced can’t you always see it in your mind, just as if it was printed out? I can; and A-n-n looks dreadful, but A-n-n-e looks so much more distinguished. If you’ll only call me Anne spelled with an E I shall try to reconcile myself to not being called Cordelia.”

In italiano la contrapposizione tra l'odiato Ann e l'amato Anne fu resa con l'antitesi Anna vs Anne.

Fammi sapere per l'ebook, nel caso!

melchisedec mel ha detto...

Resto legato al cartone. Triste, ma bello. Mi piaceva Mariposa, tutta d'un pezzo.

melchisedec mel ha detto...

Marilla!
Maledetto correttore!

Murasaki ha detto...

@la 'povna:
Troppo giusto. Ho corretto.

@Mel:
Infatti mi chiedevo chi diavolo fosse Mariposa, ma si sa che i correttori sono un covo di insidie.
E sì, Marilla è un bel personaggio, molto ben sfumato nonostante l'apparenza granitica ^_^

Anonimo ha detto...

@Murasaki e @la 'povna: questo post e i commenti mi sono piaciuti tantissimo. Poi il commento de La 'Povna con un commento sull'opera completa mi ha fatto sentire ... Fra "anime affini" come diceva Anne. Raramente mi è capitato di parlare con qualcuno che conoscesse questi libri e avere degli scambi con qualcuno che conosce e apprezza dei libri che ami è una gioia della vita. Per cui vi ringrazio.
Paola

Murasaki ha detto...

@Paola:
Sono contenta di averti fatto cosa gradita... e credo che avrai almeno altre tre occasioni per ringraziarmi ^_^

Eva ha detto...

Cara Murasaki mi hai fatto un regalo bellissimo.Perdona se leggo il blog solo oggi....settimane stancanti...solito campionario.
Ma oggi volevo rallegrarmi e tu CI SEI RIUSCITA ALLA GRANDE!È la mia collana di libri preferita ma che mi sono decisa a leggere a 19 anni e solo dopo aver scoperto pure il telefilm,negli anni 90.Purtroppo poco attinente ai libri..ma sempre ben fatto😊
Da bambina poi, il cartone animato aveva influenzato tantissimo la mia vena romantica e da allora la campagna toscana e le passeggiate nei suoi verdi dintorni sono state più belle e "patrimonio" dei miei ricordi indelebili. Come direbbe Anna "giornate memorabili".
GRAZIE GRAZIE GRAZIE...ed ora vado a leggermi l'altro post du "l'età meravigliosa"il mio preferito in assoluto.

Eva ha detto...

I romanzi sono 8 e solo in questi ultimi anni hanno pubblicato gli ultimi due...peraltro non benissimo tradotti....
P.S.
Mia personale opinione è che la tradizione di Mursia è ottima ma purtroppo il primo volume fu un po "stagliuzzato"...perciò tempo pure tutti gli altri 5 volumi editi da Mursia....Mi mancano gli ultimi due "La Valle dell'arcobaleno" e "Rilla di Ingleside"...ho solo i pdf in inglese....devo provvedere!!Ciao