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venerdì 10 novembre 2017

La casa dei salici al vento - Lucy Maud Montgomery

Quarto capitolo della serie di Anna dai capelli rossi, per l'occasione tradotto con un titolo abbastanza simile all'originale Anne of Windy Willows. La copertina è tutto sommato accettabile, ma né davanti né dietro c'è nulla che possa somigliare minimamente a un salice, e le uniche casette raffigurate (sul retro) sono graziose villette sperse nei campi. Windy Willows è invece una casa di città, o meglio di cittadina.
Il romanzo racconta i tre anni passati da Anne nella cittadina di Summerside dove lavora con l'incarico di... preside del liceo. Niente di così solenne e autorevole come potrebbe sembrare dal nome a orecchie italiane - perché all'inizio del secolo da noi il preside di un liceo era sicuramente qualcuno, specie se il liceo era in una piccola città.
E' il quarto capitolo ma non è stato affatto scritto e pubblicato per quarto. Venne anzi pubblicato nel 1936, quasi vent'anni dopo il suo seguito (La baia della felicità, 1917), giusto per raccontare cosa era successo in quei tre anni che inizialmente l'autrice aveva sorvolato.
In questi tre anni Gilbert, ormai ufficialmente fidanzato con Anne, studia per specializzarsi e all'occorrenza integra lo studio con qualche lavoretto. Anne invece è ormai laureata e lavora. I due quindi sono separati, e in effetti nel romanzo Gilbert non c'è, e soprattutto non spiccica parola: abbiamo solo le lettere che Anne gli scrive (opportunamente troncate quando diventano appena un po' affettuose), nessunissima delle sue risposte e niente ci viene raccontato dei loro incontri, che pure nel corso del libro avvengono. Pur fidanzatissima quindi Anna è sola. Non molto viene detto nemmeno dei protagonisti dei libri precedenti - credo che Marilla dica un paio di frasi, e la vicina pur loqualce con cui convive serenamente una volta tanto parla pochissimo.
Il racconto si concentra quindi a Summerside, dove per prima cosa Anne si procura una di quelle Residenze Ideali che sono una sua specialità. Anche stavolta il caso la aiuta generosamente: la pensione dove abitualmente risiedono gli insegnanti fuorisede della cittadina le è preclusa perché nella cittadina il potentissimo clan dei Pringle (che con grande disappunto del lettore non è una famiglia che produce squisite patatine fritte variamente aromatizzate) le ha dichiarato guerra perché sperava che il posto di preside venisse assegnato a uno di loro.
Essere avversati dai Pringle, per quanto in modo sotterraneo, in una ckttadina come Summerside equivale praticamente alla morte civile, e Anne avrà inizialmente le sue brave difficoltà. Ma, tanto per cominciare, invece che nella solita insulsa pensioncina finisce a Windy Willows, la casa dei salici al vento: deliziosa casetta con torretta, e a lei toccherà appunto la camera nella torretta, con una finestra che si estende su tre pareti e ben munita di abbaini e perfino di un letto a baldacchino dove si deve salire con una scaletta, e squisitamente circondata da splendidi salici, dove c'è perfino un bel micione maltese: il nobile Dusty Miller. Naturalmente anche le sue padrone di casa - in teoria due, in realtà tre, legate da complessi legami di potere dove si cambia idea ogni due capitoli su chi comanda davvero per poi concludere che, oh beh, facciano un po' loro - sono persone deliziose e la trattano benissimo.
I Pringle combattono con varie armi, una più infida dell'altra, ma Anne ha la prudenza del serpente e la semplicità di una colomba, come si può vedere da come riesce a scansare la trappola tesa durante una recita; e ha anche un buon carattere, tanto da decidersi a regalare a due alte esponenti del clan un vecchio diario di bordo del padre di cui è entrata in possesso per caso e che contiene un infamante racconto del suddetto padre, cui Anne non aveva nemmeno fatto gran caso. Siccome i Pringles hanno sì l'astuzia del serpente velenoso, ma proprio niente della semplicità di una colomba, scambiano il tutto per un sottile ricatto e finiscono per arrendersi - e quando l'equivoco verrà infine chiarito sarà troppo tardi per rimangiarsi la resa. In sostanza, le ostilità cessano completamente e anzi Anna viene accettata a pieno titolo in una delle molte scene assai gustose che farciscono il romanzo.
Sola soletta e senza fidanzato, con soltanto una scuola da dirigere e una cattedra a tempo pieno, cosa può fare Anne? Ovviamente si occupa degli altri: sistema fidanzamenti, accompagna fidanzati all'altare, rende la gioia di vivere a una collega assai accigliata e nel complesso compie una incrdedibile serie di buone azioni, tanto che il lettore finisce per domandarsi "Ma è possibile che questa ragazza che a suo tempo non era riuscita nemmeno a invitare una amica per il té senza ubriacarla, adesso non sbagli un colpo che è uno?".
E proprio mentre se lo sta domandando, ecco che la vediamo cadere in una delle insidie più comuni, di quelle dove siamo cascati tutti (ma proprio tutti) almeno una volta nella vita, ovvero si ritrova a farsi mediatrice tra due persone che assicurano di provare verso di lei una amicizia sconfinata e assai prossima all'adorazione e che sembrano divisi solo da un modesto malinteso. E come sempre succede in questi casi, Anne interviene.... e riesce in un colpo solo a litigare con entrambi e a ottenere uno scopo completamente diverso da quello che si era prefissato. Siccome le cose nonostante tutto finiscono bene (o almeno così sembra - ma vai a sapere in futuro) e soprattutto i due si levano dai piedi una buona volta, e com'è noto gente simile è molto, molto e molto meglio perderla che trovarla, anche stavolta possiamo comunque dire che in qualche modo ci guadagna. Dove invece risulterà completamente sconfitta sarà in un campo che un tempo le era assai familiare, ovvero la gestione di due pestiferi gemelli dove, come chiunque ci abbia avuto a che fare, non le rimane che ammettere di essere stata battuta.
A parte questi due incidenti di percorso e un buon numero di sorprese incontrate mentre sistema gli affari degli altri - che non sempre sono come sembrano, e sempre invece si rivelano piuttosto stratificati -  i tre anni trascorrono serenamente, con grande piacere del lettore che alla fine vede con rimpianto Anne che lascia i Salici al Vento, per avviarsi verso la sua futura vita coniugale.
Con cui spero di intrattenermi se la bibliotecaria di St. Mary Mead si mostrerà molto, molto collaborativa.

Libro perfetto per tutte le stagioni, ma forse particolarmente indicato per l'inverno, perfetto per essere letto con le gambe sotto al kotatsu sbucciando mandarini, e anche stavolta la lettura è caldamente raccomandata.
Con questo post partecipo all'ultimo momento (ma spero che non diventi una abitudine) al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro buone letture a chiunque passi di qua.

8 commenti:

Eva ha detto...

Letto in un soffio a quanto ho capito...e d'altronde sono libri leggeri e solo piacevoli :D
In questo periodo mi sento molto Miss Katerine Brooks nonostante tutti i miei sforzi :(
Se troverai "la Baia della felicità" scoprirai l'anima marinara della Montgomery...nulla di eclatante ma cambia atmosfera e si allarga il panorama dei personaggi...
Buona domenica

Eva ha detto...

P.S.
Di questi libri non sopporto le copertine,come sottolinei tu, sembra che gli illustratori non abbiamo nemmeno letto un rigo per poter creare disegni più attinenti a ciò che noi stiamo leggendo...per me è un errore molto fastidioso che solo in una nuova edizione,purtroppo solo del primo libro, "Anna di Green Gables", hanno risolto.Il libro, edizioni FABBRI,non è tradotto bene per nulla,resta perfetta la traduzione ed anche interpretazione del testo fatta da Maria Grazia Odirizzi e dagli altri traduttori per MURSIA....ma questo della FABBRI è veramente una edizione integrale,con piccoli dialoghi sparsi nel libro e totalmente tagliati per MURSIA...boh
Buon proseguimento

la povna ha detto...

Windy Willows è proprio un libro piacevole, un classico spin-off che poi la Montgomery spinofferà ulteriormente in altri racconti che ripartono da personaggi minori di Summerside. È interessante come nel titolo si perda per la prima volta il legame di appartenenza ad Avonlea, come se, come noti anche tu, Anne promessa sposa fosse oramai autonoma, appartiene alla casa che abita e si è scelta da adulta.
Come insegnante, anche in questo caso ho preso dai racconti di scuola di Summerside un bel po’ di spunti.
Gilbert qui conserva il ruolo da personaggio piatto (dico in termini narratologici) che ha sostanzialmente sempre e che ha, nei fatti, anche in Anne’s House of Dreams (pur essendo motore semi-immobile di una bella svolta di trama). Di fatto poi il guizzo costruttivo in termini di spessore Montgomery ce l’ha solo nel primo, poi continua a concentrarsi solo su Anne - in fondo il fatto stesso di tardare un libro intero a farli fidanzare (alla fine del secondo è già annunciato il lieto fine in quel senso) risponde all’esigenza di mantenere Anne sola e autonoma il più a lungo possibile. In questo il genere romanzo epistolare unilaterale risponde ottimamente alle esigenze, va detto.
In bocca al lupo per la ricerca di House of Dreams, allora!

Eva ha detto...

@Povna:
Mi scuso in anticipo per gli errori del T9 che non riesco a correggere; mi sai dire se i racvobti sui personaggi minori di Summerside sono in un libro a parte i se ti riferisci a come ne sviluppa le vicende la Montgomery du "la casa dei salici al vento"...
Premetto che è il primo libro che ho letto della saga di Anne Shirley..in quel periodo trovai solo quello e cercai gli altri per 6 mesi prima di acchiapparne i primi 3!!!....capirete che mi sono spoilerata da sola come fa a finire la sua storia d'amore con Gilbert!!!! :D

Eva ha detto...

....mamma mia che strafalcioni...perdonatemi...ma è colpa dei dannati T9 e del correttore automatico analfabeta!!!!

la povna ha detto...

La Montgomery ha scritto circa un fantastiliardo di racconti, e dunque vale una sorta di principio di andata e ritorno: essendo Windy Willows nei fatti un romanzo spin-off, in parte attinge da materiali già pubblicati, in parte offre occasioni a nuovi spin-off a sua volta (specie se si tratta di racconti che non erano pubblicati immediatamente in volume, a quei tempi come ora. Su Gutenberg comunque come dicevo c'è tutto, e ne hai di che divertirti a leggere per parecchie settimane, vedrai. :-)
Per quanto riguarda i T9 e i correttori, invece, basta non usarli, garantisco che nulla si perde in velocità, guadagnando viceversa in correttezza e autonomia... ;-)

Eva ha detto...

Grazie della frutta.Non conoscevo Gutenberg...Buona a sapersi.Mi ci buttero' a capo fitto nelle vacanze di Natale!!Grazieee
P.S.
Il T9 ed il correttore hanno vita propria...Li
ho disattivati ma zombeggiano ancora. ...mah....misteri della tecnologia😣
Un saluto e grazie ancora😊

Eva ha detto...

"Della dritta"...Non "della frutta"...ha "corretto"mentre inviavo il messaggio litigando con "io non sono un robot"