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venerdì 13 aprile 2018

Poirot sul Nilo - Agatha Christie

N.B. Può contenere spoiler. O no, a seconda di come capita. 

Con questo post inauguro una serie di recensioni dei miei romanzi preferiti di Agatha Christie - non necessariamente i migliori, o i più famosi, o quelli universalmente considerati i migliori, ma semplicemente quelli cui mi sento più legata e che rileggo piú volentieri; perché io la Christie la rileggo sempre molto volentieri, ogni volta con la piacevole sensazione di passare una serata con dei vecchi e cari amici: e in fondo il suo mondo è casa mia da quando ero ancora una ragazzina che frequentava le scuole medie.

Il primo di questi romanzi prediletti è Poirot sul Nilo (Death on Nile, nel titolo originale), pubblicato nel 1937. All'epoca Agatha Christie era già molto famosa, aveva scritto diversi dei suoi romanzi più famosi e si era già felicemente risposata con un archeologo.
Il romanzo si inserisce nel ramo archeologico della sua produzione (durante un viaggio in Egitto una escursione turistica sul Nilo viene funestata prima da un omicidio, poi in rapida sequenza da un secondo e da un terzo, finché Poirot non trova il modo di sbrogliare la matassa); templi e monumenti vari recitano molto dignitosamente la loro parte, pur contribuendo solo con un po' di atmosfera all'insieme.
Siamo anche nel filone "gruppo di passeggeri casualmente riuniti su un determinato mezzo di trasporto, ma non uno solo di loro è esattamente quel che sembra". Beh, un paio a dire il vero lo sono, ma fsnno quasi soltanto da riempitivo.
Abbiamo anche un classico caso di Triangolo Mendace, ovvero un triangolo ingannatore perché si tende a guardarlo dal lato sbagliato.
Infine il romanzo rientra anche nella categoria dei Romanzi Tagliati e Censurati: perché per molti, moltissimi anni i lettori italiani lo hanno letto in versione sforbiciata: per qualche deplorevole motivo la Mondadori si era messa in testa che i romanzi di Agatha Christie erano troppo lunghi e ne ha tagliato circa un quinto per farlo rientrare in un determinato numero di pagine, di solito togliendo soprattutto un po' di colore locale - una pessima idea in questo tipo di libri, perché il diabolo, ovvero la soluzione, tende assai a nascondersi nei dettagli, ovvero nel colore locale. 
Quanto alla censura... siamo ai tempi del fascismo e i suicidi erano ritenuti altamente sconvenienti. Così, fino all'arrivo della versione filmata il suicidio finale venne ignorato dai lettori italiani e ricordo il commento sdegnato di un recensore del film che lamentava appunto quel suicidio aggiunto arbitrariamente dagli sceneggiatori - che, poverelli, si erano limitati a rispettare la storia originale. Finalmente qualcuno ebbe però l'idea di ritradurre il tutto e il suicidio risultò doverosamente filologico, anche se leggermente alterato nei tempi e nel luogo per esigenze cinematografiche. Nel frattempo comunque eravamo arrivati al 1978.

Il romanzo ha un avvio piuttosto tranquillo, e le vicende sentimentali della bellissima e ricchissima ereditiera americana occupano quasi metà del libro prima che entri in scena il primo cadavere (anche se c'è già stato, poche pagine prima, un colpo di pistola a dato solo parzialmente a buon fine). A quel punto l'azione si blocca e partono le indagini, sulla nave immobile in attesa dell'arrivo delle autorità. Poirot e il suo assistente del momento, il colonnello Race (in realtà un Alto Funzionario dei Servizi Segreti a caccia di un pericolosissimo organizzatore di complotti internazionali) riescono comunque a risolvere tutto nel giro di una giornata; la nave può quindi ben presto ripartire, anche se il gruppo di vacanzieri risulterà a quel punto piuttosto sfoltito da varie circostanze. Quelli che sono sopravvissuti e non sono coinvolti in accuse di complotti internazionali, truffa, appropriazione indebita o omicidio plurimo si ritroveranno comunque con una nuova vita davanti, ricca di nuove opportunità - e naturalmente Poirot e il colonnello Race potranno continuare il loro lavoro.

Il film del 1978 vanta un lussuosissimo cast ed è il mio preferito tratto  da un romanzo della Christie. Peter Ustinov è e rimane il mio Poirot preferito di tutti i tempi, anche se mi hanno spiegato che non si tratta di un Poirot particolarmente fedele - ma questo ai miei occhi è un pregio, perché il personaggio di Poirot non mi ha mai entusiasmato, e dunque meno è filologico e più mi piace.

Tutti recitano molto bene, in particolare i paesaggi e il Nilo, e la versione è quasi perfettamente fedele, anche se la bionda americana diventa bruna e la bruna e ardente Jacqueline è una Mia Farrow assai bionda. Quanto al bel Simon, era assolutamente perfetto.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro a tutti buone letture sotto i ciliegi e gli albicocchi in fiore.

13 commenti:

dolcezzedimamma ha detto...

La cara Agatha ha accompagnato anche la mia adolescenza e anch'io ritorno a lei spesso e volentieri. Questo è anche uno dei miei preferiti...aspettiamo il nuovo film

minty ha detto...

Il problema dei romanzi che dovevano "entrare in un certo spazio" delle collane Mondadori, e che perciò venivano sforbiciati a morte, non fu solo della Christie. I romanzi di fantascienza di Urania sono stati ridotti sistematicamente per decenni per rientrare nella fogliazione (standard) dei libriccini che andavano in edicola. Ancora nel 2010 i curatori hanno ammesso che, alcuni romanzi lunghi, venivano tagliati del 15% (sfoltendo parole e frasi) per tenere il prezzo delle uscite basso...

Pellegrina ha detto...

Ah ecco, perché a me i libri di AC che sulla carta avrebbero avuto tutto ma proprio tutto per piacermi, hanno sempre deluso, come si sfacessero via via e lo stile si sfilacciasse. mentre i film mi piacevano molto di più, cosa davvero strana.
E ho avuto la stessa sensazione questo inverno leggendo un romanzo Mondadori peraltro appena uscito di Ken Follett, l'ultimo del ciclo di Kingsbridge, in cui ci sono capitoli con uno stile ben compatto e ricco (tra l'altro con un bellissimo personaggio femminile) e altri che paiono appunto sfoltiti sicché sembra di leggere un noioso libro per bambini scritto malamente.
Evidentemente "sentivo" i famosi tagli... ma quando gli editori si decideranno a non considerare i lettori italiani dei bambini??? Tra l'altro a me i libri che piacciono sul serio sono generalmente dei mattoni di mille pagine... :-P eccheppalle!

la povna ha detto...

Il mio Poirot preferito è Albert Finney del fum di Lumet, che resta l’unico di nome e cast, direi, che ho trovato davvero bello come prodotto estetico, pur trovando io (quasi) tutti gli adattamenti dalla Chritie, e in specie quelli BBC, tutto sommato gradevoli.
Invece, come romanzo, pur avendoli anche io letti tutti tra medie e superiori (per me compagni di viaggio dei treni verso il paese che è casa, un viaggio un romanzo - e avevano il vantaggio che essendo “i gialli mondadori” spesso non li dovevo riportare su, ma potevo lasciarli lì da nonna ‘povna in serenità e viceversa) non l’ho amato particolarmnete, come il suo gemello Peter-Ustinoviano Corpi al sole. Se dovessi dire così ex abrupto il mio preferitoin assoluto direi The Hollow, in italiano Poirot e la salma, anche se il mio cuore è tutto Miss Marple e, vieppiù adulta, per quelli senza detective addirittura.

Murasaki ha detto...

@Dolcezze:
Aspettiamo, ma io vorrei soprattutto una vera Miss Marple...

@Minty:
Ah, può darsi che ANCORA OGGI taglino il quindici per cento (alla Mondadori sono capaci davvero di tutto); ma nei leggendari anni 50 i libri di fantascienza, a volte pietre miliari non solo del genere ma della letteratura - sono stati massacrati a percentuali terrificanti, cosa di cui il povero lettore si è accorto solo decenni dopo, quando qualche editore più serio li ha infine ripubblicati... prezzi bassi o meno, non è una bella pagina dell'editoria italiana e non capisco perché si tratti di un uso tollerato, che non va nemmeno segnalato in qualche noterella dei credit.

@Pellegrina:
A volte il lettore (o lo spettatore) più sensibile percepisce i ragli a dispetto di tutto. Ma non sonse Ken Follett siammai stato toccato. Mi viene da pensare di no, ma fidarsi della Mondadori non è mai una buona idea...

@la povna:
La tana sarebbe il preferito anche di mio padre, e non c'è dubbio che sia un bel libro. Il mio cuore risponde comunque ad altri criteri (non ho ancora capito quali) e su questi incomprensibili criteri si basa la mia scelta, che NON comprende l'Orient Express. So che la BBC ha fatto dei begli sceneggiati, ne ho anche visti diversi ma... sto ancora aspettando la VERA Miss Marple, o meglio quella che io ho deciso che è tale. Del vero Poirot, come ho già scritto, mi interessa il giusto. Riconosco senza difficoltà che quello di Lumetvera un buon film, ma l'ho guardato con blanda indifferenza. Forse dovrei riprovarci, una di queste settimane...

minty ha detto...

@Murasaki
Sì, a parte l'abitudine discutibile al taglio delle opere, che nel XXI secolo è una pratica ingiustificabile, la cosa imho più grave è che, quando tagliano, la riduzione non è segnalata da nessuna parte. Io, che possiedo carrettate di libri per ragazzi con la loro bella dicitura "Traduzione e adattamento di" o "Riduzione da", credevo l'indicazione andasse messa per legge. E invece... Ho scoperto che a volte anche la dicitura "Edizione integrale" può essere mendace. Mi crolla ogni certezza. E mi sale il nervoso :-\

acquaforte ha detto...

Ultimamente mi sono data al ripasso dei grandi della letteratura poliziesca, cominciando da Ngaio Marsh, Mignon Eberhart, Dorothy Sayers (ho trovato a casa un suo Giallo Mondadori "Edizione Integrale"!).
Lettura serale molto rilassante. Arriverò anche alla Agatha. I film tratti dai suoi romanzi li ho visti tutti, credo, compreso l'ultimo con Poirot-Kenneth Branagh, dai grandi baffi. Mi è piaciuto, anche se ha un po troppo gigionato, a differenza del Poirot- Finney.
Ho seguito tutta la serie BBC con David Suchet, non tanto per le storie, raccontate peraltro benissimo, ma per il grande lavoro fatto dalla scenografia.
La rappresentazione dell'Art Deco degli anni '30 è stata grandiosa, in tutta la sua eleganza e raffinatezza, non scadendo mai nelle stravaganze dell'epoca. La moda degli abiti e degli accessori, l'arredamento dei ricchi appartamenti e dei lussuosi alberghi, l'autenticità degli oggetti di scena. ..e le automobili !!!
Una goduria per gli occhi. Hanno reso bel servizio ai romanzi.

Kukuviza ha detto...

Non sapevo mica di queste sforbiciate per le edizioni italiane! E' una scoperta per me, questa!
Comunque io con la vecchia Agatha ho sempre avuto un rapporto amore/odio, nel senso che in parte ci sono affezionata avendola letta in anni adolescenziali, però al tempo stesso mi infastidiscono quasi sempre le soluzioni che sono spesso davvero tirate per i capelli. Comunque dal punto di vista della caratterizzazione e del "movimento" nella storia, certi romanzi sono senza dubbio meglio di altri. Questo del Nilo mi sa di non averlo mai letto però me ne ricordo un altro, "La dominatrice", che era sempre ambientato in un posto esotico, ma era abbastanza palloso. Dopo l'omicidio non succedeva niente, era tutto un ricostruire cosa aveva fatto chi. Non dei migliori.
Uno che a me è sempre piaciuto perchè non indugiava solo nell'intreccio è "Due mesi dopo". Poi sono in qualche modo affezionata a "Un cavallo per la strega", molto insolita come trama.

Fiordistella ha detto...

Il mio Poirot, David Suchet; la mia miss Marple, Geraldine Mcewan

Ciao :-)

Mina ha detto...

Il mio giallo "prediletto" di Agatha Christie (perché è stato il primo, letto quando avevo 12 o 13 anni) è "Non c'è più scampo" che mi ha fatto conoscere la Christie e Poirot. Mi sono innamorata di quel buffo omino e mi sono divorata diversi suoi libri nella stessa estate.
Certo, in effetti che la vittima non riconoscesse il proprio marito non era molto credibile,, ma all'epoca rimasi stupita dal colpo di scena :)

Kukuviza ha detto...

@Fiordistella A me invece David Suchet non ha mai convinto proprio del tutto, forse non è abbastanza "buffo". Invece Geraldine McEwan è proprio Miss Marple. Devo dire che mi piaceva anche Julia McKenzie anche se era tutt'altro personaggio rispetto a Miss Marple. Io ci farei una serie diversa con quel personaggio lì. Ma anche la vecchia Margareth Rutherford non era mica male...

Murasaki ha detto...

@Minty:
Non potrei essere più d'accordo di così. Quella di ridurre e adattare senza alcun obbligondi segnalazione mi è sempre parsa un vero abominio nella nostra legislazione, e sugli adattamenti per ragazzi non dichiarati i miri hanno battuto più volte involontariamente le corna. A tutt'oggi credo che non ci sia obbligo di sorta, e insomma sospetto che gli unici editori affidabili siano quelli di nicchia o quelli con una vera reputazione da difendere, tipo Adelphi, Lorenzo Valla o simili. Cioè, mi auguro che ALMENO loro lo siano, ma vai a sapere...

@Acquaforte:
Buona lettura! Quanto alla Sayers, altro che quindici per cento: le vecchie traduzioni nel suo caso erano più che dimezzate! E sospetto che anche Simenon abbia avuto dei tagli niente male. Mi domando invece se NeronWolfe si sia salvato. Immagino di no: perché proprio lui dovrebbe esserci riuscito?
La serie della BBC era ottima, ne ho visti diversi episodi, e anche Poirot era molto bravo e molto sul personaggio, ma senza essere irritante.

@Kukuviza:
"Un cavallo per la strega" ha una soluzione davvero memorabile e piacque molto anche a me. Per il resto, sono tra quei fanatici che adora il gioco dei raffronti incrociati e delle testimonianze un po' mendaci.
Quanto a Miss Marple, temo che il vero problema sia che ne ho una immagine molto precisa (la mia nonna paterna) e purtroppo chiunque non sia una perfetta sosia di mia nonna a settant'anni nei tratti e nei modi è destinata a deludermi, per quanto brava ^_^

@Mina:
Sì, "Non c'è più scampo" presenta una soluzione con una falla piuttosto evidente - il che non toglie che sia una gran bella storia, e che il mondo degli archeologi brilli di gran fascino ♥️

Pellegrina ha detto...

@murasaki: certo che i "ragli" rendono involontariamente bene il livello culturale dell'operazione forbici.
Anche a me pare impossibile che taglino Follet, ma appunto Mondadori non è che ispiri una gran fiducia.